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Lo Statuto

 

Deliberazione del Consiglio di Stato

6 novembre 1880

richiamata nel R. D. 3 febbraio 1881 che approva lo Statuto della R. Accademia Filarmonica di Bologna

N. 108
MINISTERO DELLA ISTRUZIONE PUBBLICA

Prot. Generale N. 4104
Prot. di Sezione N. 1267

CONSIGLIO DI STATO SEZIONE DELL'INTERNO
Adunanza del dì 6 novembre 1880

LA SEZIONE

Vista la Relazione del Ministero della Pubblica; Istruzione dell'8 ottobre 1880 N. 11062, sull'istanza dell'Accademia Filarmonica di Bologna per ottenere l'approvazìone de' suoi Statuti mediante R.,Decreto, e la concessione del titolo di Regia;

Visti i documenti allegati -

Udito il Relatore -

Premesso in fatto;

Che l'accademia Filarmonica di Bologna, esistente già da oltre due secoli, ottenne a diverse epoche l'approvazione de' suoi Statuti, specialmente nel 1721 dal Pontefice Clemente XI; che le venne confermata la facoltà di rilasciare Diplomi d'idoneità musicale, come risulta anche dalla Bolla di Benedetto XI V del 22 febbraio 1749 colla quale vennero estesi all'Accademia medesima i privilegi, grazie e indulti conceduti già dal predetto Pontefice Clemente XI, con Breve 9 settembre 1716 alla Congregazione di S. Cecilia in Roma;Che essa produsse numerosi Documenti per confermare la sua antica esistenza come corpo morale e che risulta del pari come essa possieda una Casa e dei Capitali fruttiferi ed infruttiferi valutati nel Rendiconto, accademico per la somma di L. 109.802,43, che il suo Bilancio si chiuse, nel 1879, con un attivo di L. 3676,58;

Che il Ministero della Pubblica Istruzione chiede l'avviso del Consiglio di Stato sulle seguenti questioni :

1° Se l'Accademia possa ritenersi un Corpo morale legalmente riconosciuto a tenore delle vigenti Leggi, e si pronunci per la negativa;

2° Se sia il caso di concedere l' approvazione per Decreto Reale a' suoi Statuti;

3° Se le si debba concedere il titolo di Regia, come fu concesso con ]R. Decreto 17 ottobre 1874 all' Accademia di S.Cecilia di Roma;

Ciò premesso, la Sezione ha considerato:

Che il carattere di Corpo morale legalmente riconosciuto, a' sensi dell'art. 2 del Codice Civile, non può contestarsi all'Accademia Filarmonica di Bologna, poiché dai documenti prodotti risulta luminosamente provata la sua regolare esistenza di fatto e quella di diritto, riconosciuta e sancita da diritti Sovrani e provvedimenti governativi,-

Che i suoi Statuti nulla contengono che sia contrario alle Leggi dello Stato, e all'Ordine pubblico;

Che nulla osta a che sia concesso il titolo di Regia ad un'Accademia che nel suo passato, per la sua costituzione, per i suoi fini, ha meritato e merita la pubblica estimazione;

Per questi motivi la Sezione è di parere che il Accademia Filarmonica di Bologna debba ritenersi come Corpo morale legalmente riconosciuto,

Che si possano approvare per R. Decreto i suoi Statuti; e

Che le si possa conferire il titolo di Regia.

Per, estratto del Verbale

IL SEGRETARIO DELLA SEZIONE

f.to: A. BERGOEN

Visto:

IL PRESIDENTE DELLA SEZIONE

f to: ANTONIO GHIVIZZANI

Per copia conforme:

p. IL PROVV. CAPO PER L'ISTRUZIONE ARTISTICA

0. CIACCHI

N. 81 (Serie 3')

UMBERTO I

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA' DELLA NAZIONE

RE D'ITALIA

Visto. il parere del Consiglio di Stato 6 novembre, 1880;

Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per la Pubblica Istruzione,

Abbiamo decretato e decretiamo:

Sono approvati i nuovi Statuti dell'Accademia Filarmonica di Bologna, annessi al presente Decreto e firmati d'ordine Nostro dal Ministro Segretario di Stato per la Pubblica

Istruzione,

Ordiniamo che il presente Decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d' Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi 3 febbraio 1881.

UMBERTO

BACCELLI

Visto Il Guardasigilli

T. VILLA

STATUTO

DELLA R. ACCADEMIA FILARMONICA DI BOLOGNA

CAPITOLO I.

Della Istituzione generale dell'Accademia.

l. L'Accademia Filarmonica, già privatamente istituita nel 1666 dal fu Vincenzo Maria Carati nobile bolognese, acquistò poi, per Sovrane disposizioni, la qualità e le prerogative di pubblico Corpo.

2. Precipuo suo intendimento è di favorire il progresso dell'Arte musicale e l'esercizio decoroso della medesima.

3. Gli Accademici Filarmonici sono in numero indeterminato, e dividonsi in Maestri Compositori, Suonatori Cantanti, Aggregati e Soci d'Onore.

Le norme per ottenere il Diploma Accademico risultano dagli articoli 6 al 18 del Capitolo II.

Saranno Soci Aggregati quegl'individui che per ispeciali loro doti fossero chiamati a qualcuna delle cariche accademiche di cui agli articoli 22 fino al 30 inclusivo,

Il Diploma di Socio d'Onore potrà essere conferito a cospicui personaggi di ogni paese, illustri per dottrina, per elevato grado di dignità e per noto favore verso l'Arte musicale.

4. L'Accademia ha un Rappresentante del Fondatore, un Presidente, un Vice Presidente, due Conservatori, tre Consiglieri d'Arte, due d'amministrazione, un Segretario, un Vice Segretario, un Direttore ecclesiastico, tre Consulenti, un Depositario, un Archivista, un Economo, un Ragioniere, un Notaio, un Procuratore, un Ingegnere, un Medico ed un Chirurgo, l'ufficio dei quali, eccettuatone il Rappresentante del Fondatore, dura tre anni, non esclusa mai la loro rieleggibilità.

Il Presidente, il Vice Presidente ed i tre Consiglieri d'Arte devono essere Maestri Compositori.

5. Il Presidente, il tre Consiglieri d'Arte ed il Segretario costituiscono il Consiglio d'Arte al quale appartiene la nomina di due Censori pei Cantanti, di due pei Suonatori di pianoforte, organo ed altri istrumenti da tocco, di due Censori per gli strumenti da arco e di due finalmente per gli strumenti da fìato.

Per l'esperimento dei Maestri Compositori, la Commissione esaminatrice viene formata del Presidente, dei tre Consiglieri d'Arte e di tre altri Accademici Maestri Compositori eletti dal Corpo Accademico sopra proposta dello stesso Consiglio d'Arte.

Il Presidente, uno dei Consulenti, il Segretario e i due Consiglieri d'amministrazione costituiscono il Consiglio Amministrativo, cui spetta la cura delle finanze accademiche, nonché la sorveglianza della Pia Unione del Suffragio e del Fondo pei sussidi, di cui ai Capitoli VII e VIII. Spetta altresì al medesimo la nomina del Bidello.

CAPITOLO II.

Delle inscrizioni.

6. Chi brama essere inscritto nell'Accademia, ne farà regolare dimanda al Presidente, corredandola degli opportuni documenti che comprovino l'età, la sua civile condizione e buona condotta morale, ed inoltre dovrà sottoporsi ad un esperimento da cui risulti la sua valentia nel ramo d'arte da lui coltivato.

7. Possono venire ammessi individui dell'uno e dell'altro sesso, ma le donne non potranno essere chiamate a veruna carica accademica, né intervenire alle adunanze, eccetto solo qualche caso straordinario in cui il Consiglio d'Amministrazìone o d'Arte credesse opportuno invitarle.

8. Per essere inscritto all'Accademia si richiede in generale l'età di anni ventuno. Chi, per casi speciali, venga inscritto prima potrà assistere alle adunanze, ma non avrà diritto a voto finché non abbia raggiunta l'età prescritta.

9. Non sarà accettato Accademico chi, sebbene perito nell'arte musicale, ne profesasse qualche altra poco degna d'associarsi a quella nobilissima della musica.

10. L'esame per ottenere il Diploma di Maestro Compositore consiste:

A) Nel fare nelle sale dell'Accademia:

1.° Una fuga a quattro o a cinque parti sopra tema da estrarsi a sorte

2.° Una composizione ad una o più voci con orchestra, od anche a sola orchestra, sopra tema dato dalla Commissione esaminatrice

Nel presentare due componimenti già fatti dall'aspirante; uno a quattro voci con orchestra e l'altro a sola orchestra.

E' in facoltà del candidato di contrappuntare un'antifona, sopra la quale metterà quattro parti ad imitazione.

La Commissione esaminatrice, riconosciuta la di lui valentia anche in questo ramo, gliene rilascierà apposita dichiarazione.

Le composizioni rimarranno nell'archivio dell'Accademia.

11. Spetta alla Commissione esaminatrice di riconoscere l'idoneità dell'aspirante al grado di Maestro Compositore. Il Corpo Accademico, in seguito al riferimento della Commissione delibererà unicamente mediante scrutinio sull'inscrizione come Accademico.

12. L' inscrizione dei Suonatori e Cantanti, premessa la comunicazione del parere dei Censori, verrà; pure fatta dal Corpo Accademico.

13. I Soci aggregati si riterranno necessariamente inscritti allorquando siano stati nominati alle cariche di cui agli articoli 22 al 30 inclusivi è fatta parola.

14. I Soci d'Onore come pure i Maestri Compositori di riconosciuto rinomanza, nonché i Suonatori e Cantanti di merito speciale, e che si sieno resi benemeriti per servigi prestati all'Accademia, potranno essere assoggettati al solo scrutinio per la loro inscrizione sopra proposta del Presidente, od anche di un Accademico. In quest'ultimo caso però il proponente dovrà inviare alla Presidenza la sua proposta in iscritto, da essere poi discussa alla prima adunanza.

15. A tutti coloro che vengono inscritti all'Accademia sarà trasmesso un Diploma sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

16. Pel ricevimento del Diploma il nuovo Socio Accademico verserà Lire 60 che saranno depositate per regola generale anticipatamente nella Cassa dell'Accademia, unendo ai documenti da prodursi copia del confesso di Cassa. La detta somma sarà restituita immediatamente ove l'istanza per l'inscrizione non ottenesse effetto.

Potrà essere rilasciato dal Presidente, sopra dimanda dell'aspirante e colla sola spesa di L. 10, a chi non venga inscritto all'Accademia, un autentico certificato del giudizio emesso sull'esperimento dalla Commissione esaminatrice o dai Censori.

17. Sono esenti dalla spesa del Diploma i Soci aggregati. Lo potranno essere ancora gli Accademici di cui all'art. 14, se il Corpo Accademico lo creda opportuno o necessario.

CAPITOLO III.

Degli uffici e delle cariche.

18. Il Rappresentante del Fondatore, assistito dai due Conservatori, ha per officio di propugnare, ove faccia d'uopo, i diritti dell'Accademia e di vegliare alla conservazione della medesima, insistendo altresì, qualora ne sia mestieri, per la esatta osservanza de' suoi ordinamenti.

19. Il Presidente è il rappresentante dell'Accademia in tutti i suoi atti, sottoscrive le lettere, i diplomi e i processi verbali, i mandati e quant'altro occorra al regolare andamento dell'Azienda; dirige e modera le adunanze accademiche, mantenendovi l'ordine e regolando le discussioni per modo che non vi si generi confusione o perturbamento; a lui è affidata la somma potestà direttrice in tutte le bisogne dell'Accademia.

20. Il Segretario stende i processi verbali delle sessioni accademiche, compila i rapporti che possono occorrere, tiene la corrispondenza epistolare, il protocollo e presta l'opera sua ai Consigli d'amministrazione e d'Arte, intervenendo alle loro riunioni.

E' pure obbligo suo di scrivere le patenti, di fare gli elenchi o specchi sinottici, di preparare le polizze d'invito per le adunanze e quant'altro si attiene alla Segreteria. Riceve per questo un'annua indennità da stabilirsi dal Corpo Accademico sopra proposta del Consiglio d'amministrazione.

21. Il Vice Presidente ed il Vice Segretario, in caso d'impedimento del Presidente e del Segretario, ne compiono tutti gli offici e li coadiuvano in qualsiasi circostanza.

22. Il Direttore ecclesiastico dirige tutte le funzioni sacre dell'Accademia e presta in esse la sua assistenza.

23. I Consulenti, che dovranno essere uomini dotti in giurisprudenza, saranno consultati ogni volta che trattisi di modificazioni o riforme da introdursi nello Statuto e nei Regolamenti, o di qualche dubbio insorto sulla retta loro interpretazione. Così pure avranno da esprimere il loro parere se richiesti dalla Presidenza, per qualunque altra bisogna che interessi all'Accademia.

24. Il Depositario custodisce la Cassa, eseguisce le riscossioni e i pagamenti relativi all'Azienda, tiene nella necessaria regola i libri di carico e scarico, rilasciando quanto alle riscossioni i confessi di Cassa distaccati da apposito bollettario e quanto ai pagamenti, ritirando i mandati già sottoscritti dal Presidente, dal Segretario e dal Ragioniere, colla dichiarazione del saldo fatto dai presentatori. Qualora il fondo di Cassa sorpassasse la somma di Lire Cinquecento, qualunque residuo dovrà, a cura del Consiglio d'Amministrazione, essere versato in conto corrente fruttifero in uno dei pubblici e più solidi Istituti di credito da scegliersi dal Consiglio stesso.

25. L'Archivista custodisce tutti i documenti, carte e musica appartenenti all'Accademia, e, mediante regolari registrazioni ed opportuni indici, tiene nel debito ordine l'Archivio generale.

26. L' Economo eseguisce, d'ordine del Presidente, tutte le minute spese occorrenti pei bisogni dell'Accademia, provocando i regolari mandati a suo favore.

27. Il Ragioniere tiene in buona regola i conti dell'Azienda ed eseguisce ogni altra operazione che al suo ufficio si convenga.

28. Il notaio deve rogare ogni atto in cui possa avere interesse l'accademia e prestarle il suo ministero gratuitamente in qualunque bisogno.

29. Il Procuratore presta esso pure gratuitamente l'opera sua in ogni circostanza dì cui l'accademia pei propri affari d'amministrazione potesse abbisognare; così dicasi riguardo all'Ingegnere.

30. Il Medico ed il Chirurgo sono tenuti, dietro invito del Presidente, a prestare il gratuito patrocinio dell'arte loro a favore di quegli Accademici che fossero gravemente malati e che si trovassero in istato di povertà.

31. Qualora per occupare taluna delle cariche superiormente indicate negli articoli 22 al 30 inclusivo non si trovasse fra gli Accademici chi fosse fornito delle qualità necessarie al relativo disimpegno, potranno nominarsi soggetti idonei, non appartenenti all'Accademia, i quali, in conseguenza dell'ottenuta nomina, ne faranno parte immediatamente e saranno inscritti nell'ordine degli Aggregati.

32. Ove rimanga per morte, o per altro qualsiasi motivo, vacante qualcuna delle cariche sopraccennate, l'accademia nell'ordinaria adunanza, di cui appresso, procederà alla surrogazione dell'altro soggetto che rimarrà in ufficio solo quanto avrebbe durato il suo predecessore.

33. Le nomine si fanno dal Corpo Accademico mediante schede e successiva votazione sopra i nomi che hanno ottenuta la maggioranza nelle proposte, con fave bianche e nere. Chi otterrà maggior numero di fave bianche si avrà per eletto.

34. Annualmente, nel mese di gennaio, avrà luogo una convocazione degli Accademici in cui si faranno le nomine degli Ufficiali quando scadono d'uffizio, ovvero si fa luogo a surrogazione per morte o rinuncia di alcuno di essi; e si terrà un'adunanza ordinaria nel novembre, nella quale si farà la nomina dei due Revisori del Conto consuntivo.

CAPITOLO IV.

Delle sessioni e deliberazioni accademiche.

35. Compete esclusivamente, al Presidente di convocare a radunanza gli Accademici, tanto per quelle prescritte dallo Statuto, quanto per le altre che si reputino opportune e necessarie dal Presidente stesso, o dal Consiglio d'Amministrazione o d'Arte. Dovrà pure convocarli quando almeno dieci Accademici ne facciano domanda motivata; nel qual caso le adunanze saranno valide qualora v'intervenga almeno il quinto degli Accademici residenti in Bologna. Nel computo del quinto s'intendono compresi ancora quegli Accademici che hanno stanza in Bologna, sebbene precariamente se ne trovino assenti.

36. Entro il primo trimestre dell'anno, il Presidente, radunato il Corpo accademico, presenterà il conto dell'esercizio precedente col rapporto dei Revisori eletti; e nel novembre presenterà il preventivo delle spese per l'anno venturo, le quali dovranno essere approvate dal Corpo stesso.

37. Nelle polizze d'invito, da trasmettersi a tempo debito a tutti gli Accademici che si trovano in Bologna, saranno indicate le cose da trattarsi.

38. Nelle adunanze accademiche non si potrà discutere e deliberare che sopra gli oggetti posti all'ordine del giorno ed indicati nell'invito. Se qualcuno dei soci farà qualche proposta, di essa si tratterrà in una prossima seduta ponendola all'ordine del giorno.

39. Le adunanze sono valide quando v'intervengano almeno dieci Accademici, oltre il Presidente e il Segretario, o il Vice Presidente e il Vice Segretario, in caso, di assenza od impedimento dei primi; salvo quanto è disposto negli articoli 35 e 56.

40. I partiti s'intendono vinti quando si ottenga la maggioranza dei voti favorevoli degl'intervenuti.

41. Ognuno degli Accademici ha facoltà di esprimere il proprio avviso sulle cose che si trattano, quando abbia chiesta ed ottenuta la parola, e può anche esigere che nel processo verbale si tenga nota delle sue osservazioni e del suo parere.

42. Le votazioni, quando si tratti di persone, dovranno eseguirsi a scrutinio segreto; negli altri casi, all'infuori delle nomine che si fanno colle schede, possono farsi per alzata e seduta, ed anche mediante votazione per appello nominale, quando alcuno lo richiegga e venga dall'Assemblea approvato.

CAPITOLO V.

Degli esercizi musicali.

43. Il Consiglio d'Arte, quando lo creda opportuno, disporrà che si tengano nella residenza dell'Accademia, esercizi, eseguendovi componimenti sì vocali come istrumentali. Vi si potranno anche leggere lavori letterari in materia d'arte e fare conferenze per discutere sopra argomenti musicali.

44. I Maestri Compositori, previa intelligenza col Consiglio d'Arte, potranno provare o far eseguire qualche loro composizione, e gli Accademici, Suonatori e Cantanti indistintamente, hanno l'obbligo di prestare a tale uopo l'opera loro, quando ne siano richiesti dal Presidente, il quale, per ripartire possibilmente il peso, ne formerà come una specie di turno. Chi reiteratamente manchi senza ragionevole motivo, verrà ammonito dal Presidente, e ove esso continui nella trasgressione di tale obbligo, si avrà come rinunciante, ed il Presidente ne darà parte al Corpo Accademico per le sue deliberazioni.

CAPITOLO VI.

Dell'annuale funzione ecclesiastica.

45. In adempimento della volontà del Fondatore, N. U. Vincenzo Maria Carati, come al suo testamento a rogito Brighenti del 15 aprile 1675 e degli altri Benefattori che stabilirono in progresso di tempo disposizioni o legati al medesimo scopo, ogni anno nei giorni che saranno designati dal Corpo Accademico per solennizzare le feste del Santo Protettore Antonio di Padova, si eseguirà una musica nella Chiesa di S. Giovanni in Monte, consistente nei solenni Vespri cantati e nella Messa pure solenne, dopo la quale sarà data la benedizione col SS. Sacramento.

Dopo la festa di Sant'Antonio Potrà aver luogo un Servizio funebre in suffragio degli Accademici defunti, pel quale concorreranno i mezzi, pecuniari di cui può disporre l'Unione del Suffragio. (V. Art. 50).

46. Il Presidente, scelte quelle composizioni che intende riservarsi, sentito il parere del Consiglio d'Arte, affiderà il rimanente ad altri Accademici Maestri Compositori. In caso di rinunzia ad una o più composizioni, è in facoltà del Presidente sostituire soggetti idonei.

47. É obbligo di tutti gli Accademici Maestri, Suonatori e Cantanti, residenti in Bologna, d'intervenire alle funzioni anzidette e prestarvi gratuitamente l'opera loro, secondo il rispettivo ramo d'arte musicale da essi professato.

Per le reiterate mancanze a tale obbligo senza ragionevole motivo, si applicherà quanto è detto nell'art. 44.

CAPITOLO VII.

Della Pia Unione del Suffragio.

48. Presso l'accademia esiste, fino dall'origine sua, una Pia Unione intesa a suffragare le anime degli iscritti ad essa passati all'altra vita.

49. Gli Accademici, che intendono inscriversi, devono pagare per una sola volta Lire 32, ovvero annualmente contribuire Lire 1,80. Non potranno inscriversi coloro che avessero oltrepassata l'età di anni 40.

50. La Pia Unione ha un Regolamento speciale, ed il suo provento va erogato a suffragare le anime dei trapassati Accademici e concorrere alle spese dell'Anniversario pei defunti che l'accademia celebra dopo la festa di Sant'Antonio.

CAPITOLO VIII.

Dei Sussidi.

51. É stanziato nel Preventivo un Fondo di sussidio all'oggetto di sovvenire gli Accademici bisognosi. Il Consiglio d'Amministrazione è tenuto a invigilare che tale fondo venga erogato a questo benefico intendimento.

CAPITOLO IX.

Delle relazioni esterne.

52. Ove l'accademia fosse richiesta dì qualche voto o parere, spetterà al Consiglio d'Arte il darlo. Nel caso di richiesta rappresentanza o deputazione di alcuni de' suoi membri, il Presidente, sentito ìl parere del suddetto Consiglio, proporrà al Corpo Accademico i nomi di quegli individui che secondo la specialità dell'incarico, reputerà più idonei allo scopo.

53. L'Accademia mantiene inoltre quelle relazioni e quei diritti acquisiti rispetto ai terzi, che in virtù di convenzioni o di sue prerogative le spettano.

CAPITOLO X.

Disposizíoni generalì.

54. Lo Statuto debitamente approvato, forma legge e tutti gli Accademici sono obbligati alla sua esatta osservanza; e sono, quindi tenuti a prestare, secondo i rispettivi attributi la loro cooperazione ed intervenire alle adunanze accademiche.

55. Chi per la sua condotta disturbasse l'ordine delle discussioni ed offendesse in qualsiasi modo la dignità dell'Accademia, verrà dapprima dal Presidente ammonito e sospeso, e poscia anche espulso per deliberazione del Corpo Accademico; come pure espulso sarà chi in qualsiasi altro modo si rendesse indegno di appartenervi. La sospensione inflitta dal Presidente sarà comunicata al Corpo Accademico nel più breve termine possibile onde deliberi in proposito.

56. Se in processo di tempo occorresse qualche aggiunta, modificazione o riforma dello Statuto, non potrà essere validamente deliberata se non in apposita seduta, alla quale intervenga almeno il quinto degli Accademici residenti in Bologna, come all'art. 35.

57. Le aggiunte, modificazioni o riforme dello Statuto, benché decretate dal Corpo Accademico, non avranno vigore se non dopo che siano state dalle competenti autorità sanzionate.

58. Le norme regolatrici per gli esperimenti (Cap. II), per gli esercizi (Cap. V), per la Pia Unione del Suffragio (Cap. VII), pel fondo dei sussidi (Cap. VIII), risultano dagli appositi regolamenti interni, visti e deliberati dal Corpo Accademico.

CAPITOLO XI.

Disposizione transitoria.

59. Le modificazioni portate agli articoli 3, 4, 12, 13 dello Statuto 26 febbraio 1872 non hanno effetto retroattivo.
Roma addì 3 febbraio 1881.

VISTO D'ORDINE DI S. M.

IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

BACCELLI