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Nel nome di Aleksandr

Nel nome di Aleksandr

 

NEL NOME DI ALEKSANDR E ALL'OMBRA DI CLAUDE
Giornata di studio a cura di Piero Mioli

28 novembre 2015Sala Rossini


Ricorrendo il centenario di Aleksandr Skrjabin (1872-1915), si offre un panorama omaggia alcuni grandi pianisti compositori come lui vissuti all'epoca di Debussy (1862-1918) e si tenta qualche abbozzo di estetica generale.

Ferruccio Busoni (1866-1924), Enrique Granados (1867-1916) e Max Reger (1873-1916) sono fra i principali esponenti del ricchissimo pianismo europeo emerso tra l'Otto e il Novecento (tutti e due celebrandi nel 2016 ma evidentemente passibili di ricordo fin da quest'anno). S'aggiungano altri loro contemporanei quali Isaac Albéniz (1860-1909), Ignaz Paderewski (1860-1941), Marco Enrico Bossi (1861-1825), Jean Sibelius (1865-1957), Erik Satie (1866-1925), Sergeij Rachmaninov (1873-1943) e dalla generazione precedente almeno Giovanni Sgambati (1841-1914). Come Skrjabin, ancora oggi essi rischiano di soffrire della vicinanza di Debussy (il grande da celebrare nel 2018), dalla scuola al concerto, dalla discografia alla bibliografia, e meritano una considerazione d'assieme che ne intenda le vivacissime carriere di raggio europeo svolte all'insegna di una bravura e una scrittura decisamente moderna e personale. Postromantica? lisztiana?paradebussiana? simbolistica? neoclassica? La Filarmonica sta indagando.

Programma della giornata
Ore 9.45 - 13
Carlo Migliaccio, L'estetica pianistica del tempo e di Skrjabin
Guido Mascagni, Musica e musicisti nella temperie culturale primonovecentesca
Luigi Verdi, Le ultime sonate e l'"eredità" di Skrjabin
Giuseppe Rausa, Reminiscenze di un linguaggio: da Skrjabin a Prokofiev
Lucia Navarrini e Salvatore Dell'Atti, Dalle riviste: la ricezione delle "nuove" musiche
Simone Piraino, Rachmaninov, coetaneo e connazionale

Ore 14.30-16.30
Ferruccio Tammaro, Bagatelle, alberi e fiori nel pianoforte di Sibelius
Mariateresa Storino, L'unità della musica oltre il tempo: Ferruccio Busoni
Uberto Martinelli, Il messaggio di Paderewski
Attilio Piovano, Albèniz e Granados tra folklore, forma, virtuosismo e timbrica