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Musica Contemporanea

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MUSICA CONTEMPORANEA

PRIME ESECUZIONI ASSOLUTE E COMMISSIONI D’OPERA

Lunedì 25 novembre 2019, alle ore 20.30 in Sala Mozart, i Solisti dell'Orchestra Mozart eseguiranno in prima assoluta le musiche di Annachiara Gedda, commissionate dall'Accademia Filarmonica per il progetto Musica Contemporanea. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Musica Contemporanea. Prime esecuzioni assolute e commissioni d’opera, è il progetto con il quale l’Accademia commissiona annualmente a compositori di levatura internazionale e a giovani talenti nuove opere da eseguirsi in prima assoluta. Per il 2019 la nuova commissione è stata assegnata ad Annachiara Gedda, compositrice torinese. I Solisti dell'Orchestra Mozart, Mattia Petrilli, flauto, Francesco Senese, violino, e Gabriele Geminiani, violoncello, con la partecipazione di André Gallo, pianoforte, eseguiranno in prima assoluta le musiche Hush…rewound!Kintsugi di A. Gedda, oltre al Trio élégiaque in sol minore n. 1 per violino, violoncello e pianoforte di S. Rachmaninov, il Trio in do minore n.1 Op. 8 per violino, violoncello e pianoforte di D. Šostakóvič e il Trio (1958) per flauto, violino e pianoforte di N. Rota.

Hush…rewound!
Hush…rewound! per flauto e violoncello, nasce da una riflessione sul significato del silenzio. Hush infatti, in inglese, è l'imperativo del verbo tacere, zittire; ma Hush ha anche un valore come sostantivo, ed è sinonimo, oltre che di silenzio, di immobilità.
Ecco quindi che flauto e violoncello danno vita ad un discorso musicale inizialmente frammentario, intercalato da numerose pause e respiri, in cui la linea melodica, che è alla base dell'intero lavoro, viene presentata sotto forma di brevissime cellule ritmico-melodiche. Poco a poco l'omoritmia iniziale e la frammentarietà musicale lasciano spazio a riverberi sonori e giochi timbrici che si impossessano via via dello spazio creando un discorso musicale più fluido, in cui i due strumenti sembrano zittirsi a vicenda, esasperando e arricchendo la linea melodica iniziale.
Il silenzio quindi, inteso comunemente come assenza di suono, diventa in Hush…rewound! componente fondamentale del discorso musicale; silenzio non solo come negazione e interruzione della comunicazione, ma silenzio come mezzo di espressione di pensieri e di emozioni.

Kintsugi
Kintsugi, è un brano per violino, violoncello e pianoforte. Il titolo, dal giapponese kin (oro) e tsugi (riunire, riparare, ricongiungere), significa letteralmente ‘riparare con l’oro’ e si riferisce ad una pratica giapponese che consiste nell’utilizzo di oro liquido o lacca con polvere d’oro (urushi) per la riparazione di oggetti in ceramica, usando il prezioso metallo per saldare assieme i frammenti. Tramite tale procedimento le fratture vengono evidenziate e impreziosite, e l’oggetto rotto assume un nuovo significato e un maggiore valore: ogni ceramica riparata infatti presenta un diverso intreccio di linee dorate unico ed irripetibile per via della casualità con cui il materiale può frantumarsi. Le fratture si trasformano quindi in ramificate decorazioni, che vengono esaltate dal metallo. Con questa tecnica si creano vere e proprie opere d’arte, sempre diverse, ognuna con la propria trama da raccontare, ognuna con la propria bellezza da esibire; e questo proprio grazie all’unicità delle crepe che si creano quando l’oggetto si rompe, come fossero le ferite che lasciano tracce diverse su ognuno di noi.
L’arte del Kintsugi suggerisce paralleli suggestivi: spesso utilizzata come simbolo e metafora di resilienza, la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.
Così come le persone, gli strumenti musicali, danno vita a un particolare gioco di pannelli sonori giustapposti, il cui incedere è generato da una frattura, dal distacco di uno strumento dal resto del gruppo. Questo apparente distacco però non si trasforma in un ostacolo ma diviene un nuovo slancio per l’avanzare del discorso musicale. Gli strumenti infatti restano di volta in volta influenzati da questa frattura dando vita a nuove situazioni armoniche e gestuali in qualche modo affini al gesto originario generatore del cambiamento. Come nella tradizione giapponese, anche in Kintsugi ogni ferita non è che un nuovo inizio.

Il progetto, sostenuto dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, è di rilevante portata musicologica, perché il repertorio della musica contemporanea è arricchito di nuove opere, che si aggiungono all’inestimabile tesoro dell’Archivio storico dell’Accademia, dove sono custodite partiture originali e autografe dei più grandi compositori.