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Storia

 

 

L'Archivio-biblioteca è nato con l’Accademia stessa: il fondatore, conte Vincenzo Maria Carrati, aveva riservato agli accademici due locali al piano terra del proprio palazzo dell'allora via Cartoleria, dotandoli di strumenti musicali, tra i quali il prezioso organo di Carlo Traeri (1673). Alcuni degli strumenti utilizzati storicamente  e lo stesso organo Traeri sono tuttora conservati nel Museo dell'Accademia. Fin dalla fondazione nel 1666 l’istituto bolognese utilizzava una delle sale per tenervi le riunioni, l'altra per custodirvi i documenti.

L'archivio conservava in origine, oltre agli atti ufficiali (verbali, contabilità, carteggi), le produzioni musicali degli Accademici, partiture vocali e strumentali d’uso, sia per l’attività di studio che per le esercitazioni del Giovedì. 

In seguito alla donazione dell’intero stabile da parte dell’allora proprietario, Gioacchino Barilli (1788-1855) professore di patologia presso l’Università di Bologna, l'Accademia ha potuto via via allargare i propri spazi. Destinate le sale originarie soprattutto alle riunioni ed ai concerti, l'Archivio-biblioteca  fu dalla fine dell'800 collocato in ambienti interni del piano terra, ora divenuti sede operativa dell’Orchestra Mozart. Il patrimonio dal 2000 è definitivamente collocato al primo piano di Palazzo Carrati in ampie e funzionali sale, oggetto di recenti interventi di restauro, come il Salone, nel quale si possono svolgere conferenze e iniziative culturali di prestigio.

 

Dal Campioniere all' Archivista

La funzione di conservare questo patrimonio veniva assolta anticamente dal "Campioniere", ruolo ricoperto nella prima metà del '700, fra gli altri, da Michele Bertalotti (che compilò fra l'altro la Minuta Cronologia, prima storia dell'Accademia) e da Olivo Penna (estensore della più voluminosa Cronologia ossia Historia generale, 1736). All'inizio dell'800 compare la citazione del termine archivista, ruolo ufficioso svolto dal segretario Luigi Masini che iniziò un primo riordino. Con il consolidarsi di una coscienza storica venne introdotto ufficialmente l'ufficio dell' "Archivista" (Statuti del 1843), il che diede luogo ad una nuova riorganizzazione del materiale. Questa carica fu ricoperta fra gli altri da Filippo Alfonso Fontana (1838-1857), che già aveva iniziato informalmente un secondo riordino (1833). Una importante fase di riorganizzazione ulteriore venne svolta tra 1858 e 1859 da Sebastiano Dal Monte, che, pur non ufficialmente archivista, lavorò sotto la supervisione di Gaetano Gaspari, allora bibliotecario al Liceo Musicale ed accademico filarmonico tra i più sensibili ai problemi dell'archivio. Questo lavoro portò al recupero fra l'altro del manoscritto ufficiale dell'esperimento di aggregazione di W. A. Mozart (seconda versione), dato precedentemente per disperso, e conosciuto fino ad allora solo attraverso la copia del Mozarteum di Salisburgo.

Fra i più importanti archivisti dell'Accademia Filarmonica vanno segnalati Enrico Colombani (1891-1905), Alfredo Bonora (1909-1915), Federico Winternitz (1934-1936), Giuseppe Vecchi (1966-2005), che progressivamente provvidero ad un riordino pressoché totale ed introdussero sempre più moderni procedimenti catalografici, dando impulso anche alla ricerca musicologica ed alla storiografia dell'istituzione.

 

Le moderne esigenze di conservazione e catalogazione hanno portato a distinguere il patrimonio in due grandi sezioni: l'Archivio Storico e la Biblioteca.

L’Archivio Storico

Rappresenta il cuore della coscienza storica dell'istituzione: i documenti contenuti nelle varie sezioni, riorganizzate più volte nei secoli, documentano spesso con grande precisione la vita dell'Accademia. Fondamentali la raccolta dei Verbali e l'ampia sezione del Carteggio e Documenti (a sua volta suddivisa in numerosi Titoli, tra i quali importantissimo il III - Aggregazioni, che conserva le richieste di aggregazione, i giudizi dei censori, i documenti anagrafici dei candidati, la corrispondenza intercorsa), la Contabilità, la Miscellanea. Nel corso dei secoli al nucleo degli atti ufficiali si aggiunsero epistolari, carteggi e documenti di vari personaggi che lavorarono in Accademia o che lasciarono ad essa i propri archivi personali: tra i più importanti si segnalano il Fondo Parisini e il Fondo Masseangeli.

Archivio dell'Istituzione Rossini
Un archivio speciale  è quello dell'Istituzione Rossini, nata per volere di Gioachino Rossini (accademico filarmonico dal 1806) come Società di Mutuo Soccorso per i musicisti - un istituto di previdenza per artisti ante litteram (1843), con sede fin dalla fondazione in Accademia Filarmonica e tuttora esistente.

La Biblioteca

Custodisce un patrimonio di oltre 50.000 unità bibliografiche, suddivise in manoscritti musicali, edizioni musicali a stampa sia antiche che moderne, libri antichi e moderni, oltre a 50 testate di periodici musicali nazionali ed internazionali, un prezioso Fondo di libretti d'opera (sec. XVII-XIX). Sezione fondamentale  dell'antico archivio, di fatto catalogato  nel settore biblioteca, è sempre stata quella degli Esperimenti d'esame, costituita dalle composizioni presentate o elaborate direttamente nella residenza accademica dai musicisti che ambivano ad essere aggregati alla classe dei Maestri Compositori. Altra sezione importantissima è rappresentata dal Fondo delle Musiche Sacre per le celebrazioni della festa di S. Antonio, protettore dell'Accademia, che si tenevano annualmente nella chiesa di S. Giovanni in Monte.

Questi due fondi rappresentano il atrimonio peculiare dell'Accademia Filarmonica di Bologna, che, assieme alla Accademia di Santa Cecilia in Roma, si contraddistingue nel panorama internazionale delle accademie storiche musicali come istituto anticamente preposto al riconoscimento della figura professionale dei compositori di musica sacra, ed alla preservazione del patrimonio stesso della musica ecclesiastica. Ciò pone l'Archivio-Biblioteca dell'Accademia Filarmonica ed il suo Centro Studi come luogo privilegiato per la formazione e la ricerca in questo importante settore del patrimonio musicale.