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Nuova commissione 2011

 

...la vera storia del "Va pensiero"...
cantata di AZIO CORGHI
su testo di VITTORIO SERMONTI

con echi di parlate dialettali italiane
per Voce recitante Coro di voci bianche, Coro da camera, Coro misto e Pianoforte

(Casa Ricordi, 2011)

Commissione della
REGIA ACCADEMIA FILARMONICA DI BOLOGNA
in occasione delle celebrazioni del 150° dell'unità d'Italia
PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

 

MERCOLEDÌ 26 OTTOBRE 2011 ORE 20.30
CHIESA DI SANTA CRISTINA DELLA FONDAZZA

Piazzetta Morandi, Bologna

INGRESSO LIBERO

ANDREA FUGARO narratore
STEFANO MALFERRARI pianoforte
CORO DA CAMERA DEL COLLEGIUM MUSICUM ALMAE MATRIS-UNIVERSITA' DI BOLOGNA, direttore David Winton

CORO DI VOCI BIANCHE:
studenti del Corso ad indirizzo musicale della Scuola secondaria di primo grado "Rolandino de' Passaggeri - Carlo Pepoli" - Sede "Pepoli", direttore Giuliana Fugazzotto
CORO MISTO:
studenti partecipanti al progetto "Cori nelle Scuole" promosso dall'Accademia Filarmonica, direttori Marco Cavazza, Cristian Gentilini, Michele Napolitano,
e membri del Coro del Collegium Musicum
Coordinamento scenico di Andrea Fugaro


 

Progetto triennale 2009-2011
"Musica Contemporanea. Prime esecuzioni assolute e Commissioni d'opera
della Regia Accademia Filarmonica di Bologna
"
sostenuto dall'Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna

Con il sostegno della
Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

 

Il lavoro di Azio Corghi è elaborato con sapiente ironia attorno al celebre coro del Nabucco verdiano ed è incentrato proprio sul canto corale, declinato in varie forme, dal coro da camera, a quello di voci bianche a quello popolare. Il titolo annuncia una cantata "con echi di parlate dialettali italiane": in essa, sulla base del testo di Sermonti, diventa protagonista il gioco tra parlate locali (le "conte" dei bambini delle varie regioni) e lingua letteraria, che si riverbera e rifrange fra i diversi cori, dando forma al tessuto musicale. Intanto, mentre il pianoforte cita e riecheggia il materiale tematico del "Va pensiero", il narratore ne racconta "la vera storia".
Attraverso questa meditazione musicale e linguistica, in cui il più famoso canto risorgimentale e Verdi stesso diventano presenze simboliche, Corghi e Sermonti richiamano l'attenzione sui valori acquisiti attraverso il lungo processo di unificazione culturale degli italiani. Valori che oggi spesso da più parti vengono rinnegati, per motivi ideologici.
Azio Corghi, nella prefazione riportata in partitura, parla di "una storia che, sullo sfondo del pathos rivoluzionario e cosmopolita del pensiero mazziniano (eco del "ça ira"), si estende dalle guerre d'indipendenza fino a noi". E prosegue: "Nella nostra Cantata, mentre da un lato le Conte dialettali infantili - grazie al gioco sottinteso e alle corrispondenze fonetiche - tendono al superamento di ogni forma di separazione, dall'altro il racconto di Vittorio Sermonti conclude mettendo in risalto i principi di umana solidarietà in cui credeva Giuseppe Verdi: ‘...questo maestro di campagna senza diploma, legnoso e peloso, il più spudorato genio della musica per teatro che mai fosse, come sanno quanti abbiano due orecchi ai lati della testa, un cuore in gabbia e un'anima da qualche parte, nostro più di noi stessi, italiano in tutto e per tutto, tranne in questo: nel non vergognarsene' ".
Prendono parte all'esecuzione quasi cento coristi: il coro principale è costituito dal Coro da Camera del Collegium Musicum Almae Matris di Bologna, diretto da David Winton; il coro di voci bianche è formato dai ragazzi della Scuola Media Pepoli di Bologna che seguono il Corso ad indirizzo musicale, seguiti dalla Prof. Giuliana Fugazzotto; al coro popolare partecipano gli studenti che hanno seguito il progetto "Cori nelle Scuole" promosso dall'Accademia Filarmonica e i membri del Coro del Collegium Musicum. La narrazione è condotta dall'attore Andrea Fugaro, che cura anche l'azione scenica. La parte pianistica, che ha un'importante funzione di raccordo oltre che di citazione e rievocazione di materiali tematici, è affidata a Stefano Malferrari.
L'Accademia Filarmonica celebra il 150° anniversario dell'unità d'Italia presentando un'opera dall'alto valore simbolico e civile, oltre che naturalmente musicale. La commissione è l'esito di un lungo rapporto di collaborazione, oltre che di amicizia, fra la Regia Accademia Filarmonica di Bologna e il Maestro Azio Corghi, che è stato impegnato in questi anni come docente dei "Corsi di alta composizione musicale", i cui allievi stanno avendo in molti casi riscontri a livello internazionale.
La commissione e la prima esecuzione di ...la vera storia del "Va pensiero"... sono realizzate nell'ambito del progetto triennale 2009-2011 "Musica Contemporanea. Prime esecuzioni assolute e Commissioni d'opera della Regia Accademia Filarmonica di Bologna", sostenuto dall'Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, che negli ultimi anni ha condotto una illuminata politica a sostegno della musica contemporanea. Questo finanziamento triennale ha permesso all'Accademia Filarmonica di recuperare l'antica tradizione, risalente alla sua fondazione avvenuta nel 1666, di promuovere la musica del proprio tempo, commissionando a grandi compositori nuovi titoli, eseguiti poi in prima assoluta. Prima della cantata di Corghi, sono stati presentati "Tierkreis" di Karlheinz Stockhausen e "En tono menor" di Luis de Pablo, eseguiti dall'Orchestra Mozart nel 2008 e nel 2010. Nel 2009, nella Chiesa di Santa Cristina, è stato presentato "Nell'alba dell'umano. Processo a Costanza" di Adriano Guarnieri.
Come tutte attività della Regia Accademia Filarmonica di Bologna, questo progetto si realizza anche grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, il cui contributo è stato fondamentale per poter condurre in questi anni numerose attività musicali, volte all'attività concertistica, all'alta formazione, alla divulgazione, alla ricerca e al recupero del proprio inestimabile archivio storico e documentario.