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Beethoven in Fuga 2020

 

Giornata di studio all'Accademia Filarmonica di Bologna

 

Sabato 26 settembre 2020

Beethoven in Fuga

 

Soggetto, divertimenti, titoli, temi, forme in comune

a cura di Piero Mioli

 

 

Ore 10-13, conduce Piero Mioli, consigliere d'arte

Sandro Cappelletto:

Noi italiani, in fuga da Beethoven

Massimo Marino:

Prometeo, Coriolano, Egmont: titani e altri eroi malinconici in musica

Federico Fornoni:

L'amor coniugale di Leonora attraversa i generi di musica e teatro

Anelide Nascimbene:

La caccia. Storia ed elaborazione di un antico topossonoro

Marco Targa:

La tempesta in musica prima e dopo Beethoven, tra descrittivismo e soggettivismo


 

Ore 15-18, conduce Loris Azzaroni, presidente dell'Accademia

Giuseppe Rausa:

Da Marignan a Saucerful: le battaglie musicali tra celebrazione e propaganda

Mariateresa Dellaborra:

All'ombra di Beethoven. Il sinfonismo di Carl Czerny

Marco Brighenti:

Le bagatelle di Beethoven: architettura del frammento

Gabriele Mendolicchio:

A sette parti "obbligate" con l'op. 20 di Beethoven

Marco Montaguti:

Beethoven e la tonalità

 

Attorno a Beethoven

Attorno sul serio, stavolta. Capita spesso, nei convegni musicologici e nei volumi d'atti che ne derivano, che un autore venga trattato al centro della sua epoca e quindi contornato da altri autori più o meno contemporanei. Il panorama che ne sorte è certo interessante, ma tende spesso a considerare i nomi e i fenomeni in maniera pressoché parallela, poco tangente e quindi poco significativa. A parte il fatto che Beethoven (1770-1827), il celebrando di questo 2020 nel 250° della nascita, è vissuto nel massimo splendore del Classicismo viennese e ha già meritato, in questo senso, una trattazione larghissima e profondissima, il progetto formulato dalla R. Accademia Filarmonica di Bologna è un altro, tale da intendere la preposizione "attorno" in modo più lungo che largo, più alto che profondo. In sostanza, anche sul principio della grande ricchezza della bibliografia beethoveniana e del suo inarrestabile arricchimento, s'è pensato di individuare qualche titolo, argomento, forma, qualche aspetto più o meno musicale che abbia trovato una presenza, una soluzione, un'affermazione rilevante in Beethoven ma anche in autori precedenti e seguenti, a volte con chiaro riferimento a lui ma a volte, anzi più spesso, in tempi lontani e anche lontani. Ecco dunque aggettivi come eroico e patetico, personaggi come Egmont e Coriolano, forme come la bagatella e il settimino, fenomeni come la caccia, la tempesta, la battaglia o anche la modalità e la tonalità: sono come i soggetti di grandi fughe, che da Beethoven si dipartano per passare a controsoggetti, riprese, modulazioni, parti libere ma sempre in rapporto con il centro. Scontati i sublimi casi beethoveniani, come dimenticare infatti la Chasse dell'Ars Nova, la Guerre di Jannequin, il Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi, la Leonoradi Mayr e Paër, la Prima in do min. e l'Eroica di Brahms, la Tempesta e la Patetica di Čajkovskij, il Settimino di Stravinskij? Ecco il tema del convegno, degno, è sembrato, di una autentica storia e storiografia musicale. Né mancherà la "scuola" di Beethoven, all'appello rispondendo un nome sempre pronunciato ma assai poco studiato come quello di Carl Czerny. E così la RAF ha già materia per il XV numero della sua Libreria Filarmonica.