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LA STAGIONE CAMERISTICA 2017 DELL'ACCADEMIA FILARMONICA

 

Il Quartetto in Sala Mozart. Serate musicali 2017

Decima edizione

Il sabato all'Accademia con i Solisti dell'Orchestra Mozart

Edizione 2017

 

Quanto mai da camera

Spuntando due dei dieci pomeriggi e appuntandoli alle tre serate, succede che il monte concertistico della Filarmonica 2017, in un contesto di tredici, salga a cinque momenti quartettistici; e se dal novero dei dieci se ne staccano altri due, quelli impostati non sul quattro ma sul tre, detto monte sale ancora, al sette, e allora prende il sopravvento numerico sugli altri. Che poi, in genere, sono commessi a uno o due strumenti nel più bel regime sonatistico. Per confermare, tutto ciò, la piena e autentica vocazione cameristica cui l'Accademia Filarmonica obbedisce facendo risuonare la sua inconfondibile sala da musica. A Bologna, in questo senso, con la Sala Mozart dell'Accademia gioca in concorso soltanto la Sala Bossi del Conservatorio, che ha la stessa eccellente acustica ma è molto più grande (tutta, più larga, lunga e alta): sala da concerto quella là, sala da camera questa qua. E il conto torna, in una città che oltre al teatro della Comune ovvero Comunale e a qualche vasto auditorium vanta anche diverse belle chiese da musica sacra.

E ora qualche nota sui programmi, a cominciare dalla terna quartettistica. Ogni deferenza ai numi del genere, Haydn, Mozart e Beethoven, ma qualche onore ad altri quartettisti meno classici: sono Dutilleux, Barber, Reimann, più quel nume del camerismo novecentesco che è il formidabile Béla. Manca Schubert, sì, ma c'è Schumann e ancora una volta il conto può tornare.

Nostalgia di Brahms? Eccolo nell'ultimo dei sabati, ancora in quartetto, mentre l'altro concerto quartettistico incornicia Haydn con un pezzo di Silvia Colasanti e un quasi-classico di Šostakovič.  Anche il primo concerto, per viola e pianoforte, vuole Brahms, in una sonata forse più nota in versione per clarinetto. Segue il pianoforte solo, impegnato nel miglior repertorio e curioso anche della Fantasía bética di Falla. Tutto fuori di repertorio e quasi tutto americano è il concerto dove la voce concerta anche con il violino: da Cage a Porter, con la leccornia della Bonne cuisine di Bernstein. Due gli appuntamenti di maggio: un concerto d'organo nei paraggi dei Servi, con tanto di “improvvisazione su temi proposti dal pubblico”, e un concerto in collaborazione con l'accademia pianistica di Imola. Spazio all'estate, e poi la ripresa autunnale con trio, solisti (dell'Accademia della Mozart), duo violoncello e pianoforte. Fine il 18 novembre con un quartetto che finisce con Debussy: quando starà per scattare il centenario di Claude de France, scomparso nel 1918.

Piero Mioli